"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui." Ezra Pound

lunedì 18 ottobre 2010

Il fronte anti porcellum naviga ancora in alto mare.


Sembra allargarsi sempre di più il fronte politico che si propone il superamento dell’attuale legge elettorale. Il passo concreto effettuato da Fini con la richiesta di esame delle proposte a partire dalla Camera, subito respinto al mittente dal presidente del Senato Schifani, segnala però che gli intenti riformatori sono ben più di semplici dichiarazioni di facciata.

Ma, a ben guardare, si coglie immediatamente la difficoltà di tradurre in un’unica proposta concreta la volontà di cambiamento sbandierata dai vari leader. Le opzioni in campo sono tra le più diverse tra loro: parte del Pd con i radicali vuole l’uninominale, altri del Pd con i centristi sono per il sistema tedesco, i finiani sono per proporre al livello nazionale la legge elettorale provinciale (provincellum), mentre non manca chi vede con particolare favore il doppio turno alla francese.


Una cosa comunque è evidente: il fronte anti-porcellum è diviso, e non si creda di poterlo unire rimanendo ciascuno ancorato alle proprie proposte con la speranza di convincere della loro bontà gli altri. Come fare allora: in primis bisognerà stabilire chi e quanti sono quelli che devono sedere al tavolo. Solo i segretari di partito oppure i leader dei vari gruppi e correnti? La scelta anche qui non è indifferente, nel solo caso del Pd la prima soluzione lascerebbe al suo interno un esercito di scontenti dato che ogni corrente vanta la propria ipotesi di legge elettorale ma, con la seconda opzione se fosse rappresentato ogni gruppo, il tavolo di lavoro somiglierebbe per numero di presenti ad una mensa aziendale. Già questa prima discriminante rischierà di affossare il tentativo riformatore.
Passato l’ostacolo, si dovrà necessariamente accettare il principio che a prevalere sia la soluzione che avrà ottenuto la maggioranza dei consensi espressi tra tutti i rappresentanti del fronte anti porcellum. Ciò comporta che molti vedranno la propria ipotesi rigettata.
Infine dovrà essere adottato un metodo: andranno selezionate due o al massimo tre opzioni. Ragionevolmente, si tratterà di scegliere tra il sistema tedesco ( proporzionale con sbarramento al 5%), quello francese (uninominale a doppio turno), più eventualmente un altro (uninominale anglosassone o provincellum).
Solo a questo punto, dopo aver passato indenne le forche caudine dei veti incrociati e delle tensioni politiche che inevitabilmente si creeranno nonché delle contro-offerte che l’asse PdL Lega metterà in campo per arginare la manovra, si avrà una proposta condivisa che sia alternativa al Porcellum. Verrà presentata al Paese ed alle Camere, sapendo che per tutti quelli che appartengono all'attuale maggioranza (finiani), non ci potrà essere alcuna accusa di tradimento della volontà popolare espressa nelle ultime elezioni perché la questione della legge elettorale non faceva parte in nessun modo del programma comune di governo. Come ben osserva Cisnetto “se, invece, ci dovessero essere le elezioni anticipate a breve, averla presentata pubblicamente prima sarà la garanzia che su quella proposta potrà esserci una convergenza di forze parlamentari tale da rendere possibile un "governo di scopo"per far approvare la nuova modalità elettorale prima di andare effettivamente al voto”.
Stay tuned

Nessun commento:

Posta un commento

Ti informo che commenti non pertinenti al tema del post o che contenengano offese o volgarità di qualsiasi tipo non saranno pubblicati.