Il Governatore siciliano Lombardo ha varato il suo IV governo regionale.
Eletto nel 2008 con il sostegno della coalizione di centrodestra composta dal PdL e Udc, oggi presenta un governo regionale che nulla o quasi ha a che fare con quelle forze che l’hanno fatto sedere sullo scranno governativo. D’altra parte, sono lontanissimi i tempi in cui il centrodestra siciliano era unito e tutto questo in appena 2 anni. E’ accaduto più in questo lasso di tempo che nei cinquant’anni precedenti, bisognerebbe risalire ai tempi del milazzismo.
Eletto nel 2008 con il sostegno della coalizione di centrodestra composta dal PdL e Udc, oggi presenta un governo regionale che nulla o quasi ha a che fare con quelle forze che l’hanno fatto sedere sullo scranno governativo. D’altra parte, sono lontanissimi i tempi in cui il centrodestra siciliano era unito e tutto questo in appena 2 anni. E’ accaduto più in questo lasso di tempo che nei cinquant’anni precedenti, bisognerebbe risalire ai tempi del milazzismo.
Non c’è più traccia di quel centrodestra che della Sicilia aveva fatto uno dei suoi fortini elettorali preferiti. Sono lontani i tempi del 61 a 0 conquistato alle elezioni politiche del 2001. Le acerrime lotte intestine hanno portato ad una clamorosa scissione tra l’ala che fa riferimento a Schifani ed Alfano e quella capeggiata da Miccichè che ha presieduto la nascita di un secondo Pdl, quello siciliano. E non ci sono neppure i deputati finiani che dopo l’espulsione del Presidente della Camera dal Pdl, l’hanno seguito in una nuova avventura politica. Schizzofrenica poi la condotta dei parlamentari dell’Mpa che in Sicilia mettono in minoranza i berlusconiani e a Roma si apprestano a fornire una stampella al Governo Berlusconi.
C’è invece ancora l’Udc che, sebbene a Roma sia fuori dal Governo Berlusconi, perde però lo zoccolo duro del partito quello che portava la messe di voti che ha portato l’Udc a oltre il 10% in passato. I Mannino, Romano (mister centomila preferenze) e “vasa vasa” Cuffaro hanno fatto le valigie e si sono portati via il bottino con destinazione governo Berlusconi. Ulteriore novità: è la presenza nel governo regionale del Pd che finora si era limitato ad un appoggio esterno. Tutto il partito democratico? Macchè anche al suo interno si è in fibrillazione . La sinistra siciliana scopre di poter essere determinante in una regione dove il voto l’aveva resa irrilevante, desaparecida. Il tentativo allora è quello di elaborare a livello regionale un progetto pilota per la ricerca di nuove alleanze per il dopo Berlusconi. Ma questa mossa ha anche spaccato il tradizionale fronte antimafia. Come annota Caldarola sul Riformista “Leoluca Orlando ha scomunicato la svolta pro-Lombardo, ma Beppe Lumia, già presidente della commissione Antimafia, si è tuffato nella nuova avventura dando a Lombardo una patente di affidabilità. Potrebbe essere proprio Lumia, nelle future elezioni per l’Assemblea siciliana, il candidato presidente del Pd gradito anche a Lombardo”.
Il laboratorio siciliano comunque vada esprime almeno due tendenze di non poco conto: da un lato emerge la impotenza e incapacità di Berlusconi e dei suoi generali che non riescono a gestire lo scenario politico e rimangono fuori dalla giunta proprio nella regione che gli aveva dato il più alto consenso fino al biennio scorso; dall’altro si profilano tentativi di alleanze impensabili per la disgregazione dei partiti originari. L'MpA con i finiani, insieme all’Udc senza Cuffaro e con l’aggiunta del Pd priva di Orlando e l’ala oltranzista di sinistra.
C’è invece ancora l’Udc che, sebbene a Roma sia fuori dal Governo Berlusconi, perde però lo zoccolo duro del partito quello che portava la messe di voti che ha portato l’Udc a oltre il 10% in passato. I Mannino, Romano (mister centomila preferenze) e “vasa vasa” Cuffaro hanno fatto le valigie e si sono portati via il bottino con destinazione governo Berlusconi. Ulteriore novità: è la presenza nel governo regionale del Pd che finora si era limitato ad un appoggio esterno. Tutto il partito democratico? Macchè anche al suo interno si è in fibrillazione . La sinistra siciliana scopre di poter essere determinante in una regione dove il voto l’aveva resa irrilevante, desaparecida. Il tentativo allora è quello di elaborare a livello regionale un progetto pilota per la ricerca di nuove alleanze per il dopo Berlusconi. Ma questa mossa ha anche spaccato il tradizionale fronte antimafia. Come annota Caldarola sul Riformista “Leoluca Orlando ha scomunicato la svolta pro-Lombardo, ma Beppe Lumia, già presidente della commissione Antimafia, si è tuffato nella nuova avventura dando a Lombardo una patente di affidabilità. Potrebbe essere proprio Lumia, nelle future elezioni per l’Assemblea siciliana, il candidato presidente del Pd gradito anche a Lombardo”.
Il laboratorio siciliano comunque vada esprime almeno due tendenze di non poco conto: da un lato emerge la impotenza e incapacità di Berlusconi e dei suoi generali che non riescono a gestire lo scenario politico e rimangono fuori dalla giunta proprio nella regione che gli aveva dato il più alto consenso fino al biennio scorso; dall’altro si profilano tentativi di alleanze impensabili per la disgregazione dei partiti originari. L'MpA con i finiani, insieme all’Udc senza Cuffaro e con l’aggiunta del Pd priva di Orlando e l’ala oltranzista di sinistra.
La Sicilia ha mandato un segnale chiaro al sistema politico: con Berlusconi fuori dai giochi, il bipolarismo è di fatto superato, saltano tutti gli schemi precostituiti, le vecchie categorie ideologiche della destra e della sinistra non hanno più alcun significato e gli attori si riposizionano secondo altri principi. Che siano quelli del buon governo o del mantenimento della poltrona, come si rinfacciano le parti, lo vedremo col passare del tempo se “l’esperimento” siciliano reggerà.
Sono prove di alleanza che si ripeteranno a livello nazionale nel post Berlusconi?
Stay Tuned.
Sono prove di alleanza che si ripeteranno a livello nazionale nel post Berlusconi?
Stay Tuned.

Il governatore Lombardo è l'ultimo(speriamo per ora..!)caso del fallimento della poilitica per il Mezzogiorno.Esemplari di fauna non classificabile( o forse sì) che con il loro comportamento levantino e badogliano hanno fatto del Mezzogiorno il caso più fallimentare della politica italiana dall'Unità ad oggi.Ruffiani e traditori,hanno sperperato (complici i governi dell'epoca di centrosinistra) i miliardi della Cassa del Mezzogiorno e non hanno fatto altro che colludere con la mafia e con tutte le altre forze distruttrici del meridione.CVosa aspettarci ,dunque, da questi gaglioffi?Pensiamo che le loro moine finiranno qui?Non credo proprio e non mi illudo.
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