"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui." Ezra Pound

lunedì 8 novembre 2010

Niente sarà più come prima!

Atteso e temuto è arrivato l’intervento di chiusura della convention svoltasi a Bastia Umbra da parte di Gianfranco Fini. Molti lo tiravano per la giacca per indurlo alla rottura con Berlusconi altri, molti, non lo ritenevano capace di tanto. Eccoli accontentati.
La rottura si è consumata sul piano propriamente politico nella constatazione dell’afasia di un governo sempre più al palo in ogni settore strategico, capace di dettare la linea solo quando si devono esaudire i diktat leghisti o si avvicinano i termini per la comparizione del Presidente del Consiglio in qualche aula giudiziaria.

lunedì 18 ottobre 2010

Il fronte anti porcellum naviga ancora in alto mare.


Sembra allargarsi sempre di più il fronte politico che si propone il superamento dell’attuale legge elettorale. Il passo concreto effettuato da Fini con la richiesta di esame delle proposte a partire dalla Camera, subito respinto al mittente dal presidente del Senato Schifani, segnala però che gli intenti riformatori sono ben più di semplici dichiarazioni di facciata.

Ma, a ben guardare, si coglie immediatamente la difficoltà di tradurre in un’unica proposta concreta la volontà di cambiamento sbandierata dai vari leader. Le opzioni in campo sono tra le più diverse tra loro: parte del Pd con i radicali vuole l’uninominale, altri del Pd con i centristi sono per il sistema tedesco, i finiani sono per proporre al livello nazionale la legge elettorale provinciale (provincellum), mentre non manca chi vede con particolare favore il doppio turno alla francese.

domenica 26 settembre 2010

L'intervento di Fini. Tutta la verità su l'affaire Montecarlo.


Il testo dell'intervento:
Purtroppo da qualche tempo lo spettacolo offerto dalla politica è semplicemente deprimente.
Da settimane non si parla dei tanti problemi degli italiani, ma quasi unicamente della furibonda lotta interna al centrodestra.
Da quando il 29 luglio sono stato di fatto espulso dal Popolo della libertà con accuse risibili, tra cui spicca quella di essere in combutta con le procure per far cadere il governo Berlusconi, è partita una ossessiva campagna politico giornalistica per costringermi alle dimissioni da Presidente della Camera, essendo a tutti noto che non è possibile alcuna forma di sfiducia parlamentare.

martedì 21 settembre 2010

Il laboratorio politico siciliano.

Il Governatore siciliano Lombardo ha varato il suo IV governo regionale.
Eletto nel 2008 con il sostegno della coalizione di centrodestra composta dal PdL e Udc, oggi presenta un governo regionale che nulla o quasi ha a che fare con quelle forze che l’hanno fatto sedere sullo scranno governativo. D’altra parte, sono lontanissimi i tempi in cui il centrodestra siciliano era unito e tutto questo in appena 2 anni. E’ accaduto più in questo lasso di tempo che nei cinquant’anni precedenti, bisognerebbe risalire ai tempi del milazzismo.

lunedì 20 settembre 2010

Sistemi elettorali. Breve panoramica

Mai come in questo momento, l’attenzione degli addetti ai lavori nel mondo politico si rivolge al tema della modifica della legge elettorale. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza nel marasma delle formule elettorali evidenziando, per dove possibile, pregi e difetti delle singole proposte.
Sappiamo che il sistema elettorale è il meccanismo per trasformare i voti degli elettori in seggi. Premesso che non esiste un sistema elettorale perfetto, non è indifferente saper individuare il modello più adatto al nostro sistema politico-partitico.

domenica 5 settembre 2010

Alle urne, alle urne! Anzi no…


Disgelo in atto tra Berlusconi e Fini? A sentire Napolitano sembrerebbe proprio di si quando dichiara che “per il Governo si va verso un’evoluzione più benigna”. Altri e più clamorosi segnali si stagliano dietro l’orizzonte politico. E se si aprisse una crisi, quali sarebbero gli sbocchi più plausibili?

Proviamo a fare qualche ipotesi assumendo per già avvenuta la definitiva “fuoriuscita” di Fini dal Pdl e della sua truppa, cioè un numero di parlamentari sufficiente a decidere le sorti dell’esecutivo.